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lunedì 16 dicembre 2019

Gli Shortbread di Martha Stewart


Che il Natale è il periodo per eccellenza dei biscotti è risaputo ma mai come quest’anno io ho avuto voglia di sperimentare qualcosa che non conosco… eppure la curiosità’ culinaria non mi è mai mancata! Per queste feste mi sto rifacendo alla grande e vado di biscotti a tutto spiano. La volta scorsa vi avevo parlato del mio amore incondizionato per i libri di cucina e vi avevo accennato anche degli shortbread, quei biscotti scozzesi di cui ho già provato la variante alla vaniglia (la ricetta la trovate qui), e la curiosità di capire la differenza con la ricetta tradizionale. Ecco, sempre tornando ai libri, gli shortbread tradizionali in questione li ho estrapolati dal libro “Biscotti” di Martha Stewart edito da Giunti (lo adoro questo libro!). Si, esatto… proprio il libro di cui vi ho già fatto conoscere la ricetta dei brownies al doppio cioccolato (che trovate qui) e se, come me, amate i biscotti alla follia vi consiglio di comprarlo perchè fino ad ora tutto quello che ho provato a fare non mi ha mai delusa. Tornando agli shortbread, sono tra i biscotti più buoni che abbia mai assaggiato! Avete presente quei biscotti burrosi, friabili e scioglievoli che si trovano in vendita nei negozi tipici provenienti di solito dal nord Europa? Ecco, questi sono infinitamente più buoni! Talmente buoni che se non si fa attenzione si rischia di farli fuori in meno di mezza giornata. Vi ho convinti, vero? lo so, sono una tentatrice. Su, andate a fare la spesa… io vi aspetto qui per impastare insieme, tanto i miei sono belli che finiti da un pezzo!

Shortbread classici (dal libro "Biscotti" di Martha Stewart






Ingredienti (per 8 shortbread):

280 g di farina
1 cucchiaino di sale grosso
230 g di burro a temperatura ambiente
90 di zucchero a velo

Procedimento

Setacciare la farina in una ciotola, unire il sale amalgamando con una frustra e tenere da parte. Sbattere il burro con delle fruste elettriche a velocità alta fino a che non diventa soffice, aggiungere poco alla volta lo zucchero a velo e montare fino a quando diventa chiaro e spumoso. Diminuire la velocità e aggiungere tutta insieme la farina continuando a sbattere fino ad incorporarla al resto del composto (non lavorarlo troppo o si surriscalda il burro).
Aiutandosi con un foglio di carta forno versare l’impasto in uno stampo da crostata (se non fosse antiaderente imburrare fondo e bordi) da 25 cm con i bordi scanalati e con il fondo removibile e stenderlo bene facendo pressione con le mani. Coprire con una pellicola o un foglio di carta forno e lasciare riposare in frigorifero 20-30 minuti (io ho passato tutto in congelatore per lo stesso periodo). 
Dal centro dell’impasto rimuovere un cerchio di 6 cmi aiutandosi con un piccolo tagliapasta che poi si rimetterà nel foro in modo che cuocendo la pasta non si richiuda. Con un coltello tagliare il dolce in otto spicchi virtuali senza arrivare a tagliare completamente la pasta e punzecchiarla con uno stecco o i rebbi di una forchetta con un intervallo regolare tra un buchino e l’altro. Infornare direttamente dal freddo e cuocere a 150°C per 1 ora* circa o fino a quando la pasta è ben dorata in superficie e cotta al centro.
Tagliare nuovamente il dolce dopo sfornato e lasciarlo raffreddare bene nella stessa teglia. Sformare ben freddo separando gli spicchi. Si conserva a temperatura ambiente in contenitori a chiusura ermetica o dentro scatole di latta.

*NB: temperature e tempi di cottura possono variare in base al forno usato.



Grazie per essere passato. Mi farebbe piacere conoscere la tua opinione sull'articolo quindi, se ti va, lascia un commento. Se vuoi lasciare anche un like come segno di apprezzamento mi faresti felice. A presto.

mercoledì 4 dicembre 2019

Shortbread trasformisti per la colazione con Gordon Ramsay.


Della mia mania patologica per i libri ve ne ho mai parlato? No? Badate bene, non parlo di e-book o libri elettronici che basta un tastino e hai automaticamente in borsa qualsiasi libro tu possa voler leggere in quel momento anche se ti trovi a Timbuktu. No no! Io ho una vera e propria patologia compulsiva per tutto quello che è cartaceo. Non riesco a passare davanti ad una qualsiasi libreria senza entrarci e al momento di uscirne spesso devo farmi violenza per evitare di portare a casa la metà di quello che trovo sugli scaffali. I libri elettronici saranno sicuramente comodi e molto ecologici (dicono!) ma vuoi mettere avere tra le mani qualcosa che puoi sfogliare… sentirne il fruscio mentre giri una pagina e inebriarti del profumo della sua carta? Riescono a risvegliare almeno 4 dei 5 sensi e per me è come se vivessero di vita propria. Amo tutti (quasi!) i generi. Leggo dalla narrativa al fantasy, dal giallo alla poesia passando alla fotografia e ai classici ma i miei preferiti (manco a dirlo) sono quelli di cucina (ma va! Che strano!). Ne ho in ogni dove in giro per casa. Sono così tanti che ho dovuto prendere una nuova libreria per poterne sistemare almeno una buona parte (non chiedetemi dove ho dovuto incastrare la libreria, è meglio!). Giorni fa ho cominciato a sfogliarne alcuni per trovare spunto su cosa preparare per pranzi e cene durante le feste e mi sono ritrovata tra le mani “Natale con Gordon” di Gordon Ramsay edito da Guido Tommasi Editore. Ho appuntato un paio di ricette che testerò quanto prima ma gli occhi si sono soffermati su una ricetta in particolare, gli shortbread alla vaniglia. Non è la classica ricetta dei dolci scozzesi solo zucchero, burro e farina e mi ha incuriosita proprio per questo. Del resto, come si fa a capire la differenza tra una ricetta e un’altra se non la si testa? In effetti gli originali non ho mai provato a farli (cosa a cui sopperirò quanto prima!) ma dovendo (volendo) testare cose nuove questi mi sono sembrati una buona idea per cominciare! Io ho apportato qualche modifica soprattutto al procedimento, troverete tutto negli appunti in fondo alla ricetta. E siccome siamo oramai in atmosfera natalizia ho pensato di modificarne anche la forma! Io vi consiglio di provarli e soprattutto di abbondare, spariscono in men che non si dica!




Shortbread alla vaniglia (dal libro “Natale con Gordon” di Gordon Ramsay)

Ingredienti (per 8 pezzi o 36 biscotti circa):

250 g di farina debole
90 g di zucchero semolato
125 g di burro a temperatura ambiente
La polpa di 1 baccello di vaniglia
2 uova medie (120 g circa)
Un pizzico di sale

Procedimento

Setacciare la farina, mescolarla con il sale con una frusta e tenerla da parte. Montare burro e zucchero con una frusta elettrica fino a farli diventare una crema chiara e liscia. Sbattere leggermente le uova con la polpa della vaniglia e incorporarle poco alla volta al composto di burro e zucchero. Aggiungere farina e sale facendo incorporare bene le polveri ma senza lavorare troppo l’impasto. Non appena il composto sarà omogeneo rovesciare su un piano di lavoro infarinato (la massa si presenterà piuttosto morbida), appiattire la massa e formare un disco di 1 cm di spessore e 20 cm di diametro (io ho preferito usare degli stampini prettamente natalizi) trasferire tutto su una teglia rivestita di carta forno e formare con un coltello 8 spicchi virtuali senza tagliare completamente la pasta. Sul bordo di ogni fetta formare 2 piccole fossette con il pollice, coprire con carta forno il tutto e lasciare rassodare in frigorifero 1 ora* (meglio tutta la notte).
Cuocere in forno preriscaldato a 160°C per 20-30 minuti circa* fino a che diventa dorato. Spolverizzare ancora caldo con zucchero semolato e trasferite il disco su una griglia per farlo raffreddare bene. Appena freddo separare gli spicchi spezzandoli e conservandoli in contenitori ermetici di latta.

*NB: il passaggio in frigorifero sarebbe bene anticiparlo alla formatura visto la consistenza molto morbida dell’impasto che ne rende difficoltosa la lavorazione. Quindi consiglio di mettere il panetto appena formato in frigorifero tutta la notte (se si ha tempo anche 24 ore è meglio) e passare alla formatura ad impasto ben freddo, facendo poi riposare i biscotti comunque altri 15-20 minuti al freddo, possibilmente in freezer o congelatore, subito dopo formati e infornando direttamente senza scongelarli.
Temperature e tempi di cottura possono variare in base al tipo di forno usato.




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venerdì 15 novembre 2019

Un brownie, Martha Stewart e il cioccolato: il destino di una colazione.


Mi sono accorta che da un po’ di tempo a questa parte non vi faccio vedere altro che dolci e in particolare dolci da colazione o merenda! Non è che a casa non si mangi altro che quello eh?! Solo… ogni tanto vado in loop con le fotografie da fare. Lo so, sono strana ma questo è il mio periodo “colazione home made, giornata perfetta”! Non vi siete ancora stancati, vero? No, perchè nel caso potrei pensare di fare un post senza foto visto che i piatti salati al momento non ispirano la mia vena fotografica. Va beh, facciamo così… oggi vi lascio ancora una ricetta dolce, prometto che vedrò di ravvedermi e rinunciare agli zuccheri per una pietanza salata… prima o poi! Su, che tanto lo so che questa vi pacerà da pazzi. Vi spiego di cosa si tratta… conoscete Martha Stewart? No? Beh è una di quelle persone che ti porta a fare cose bruttissime (per la linea) se solo ti azzardi a pensare di comprare uno dei suoi libri! Nella fattispecie parliamo di “Biscotti” di nome (il libro) e di fatto (il contenuto) edito da Giunti. Se per caso vi viene voglia di biscotti ma siete stufi dei soliti frollini provate a dare un’occhiata a questo vademecum e poi ne riparliamo! Sfogliandolo il mio dito si è fermato alla dicitura brownies. Ho dovuto fare la conta per sceglierne uno e la sorte ha detto “doppio cioccolato”. Ma va’ che caso! E niente, si può mai dire no al fato? Un consiglio: se (quando!) deciderete di provare a rifarli evitate di dirlo al vostro nutrizionista, magari si converte e vi chiede di passargliene qualcuno alla prossima visita!
Dimenticavo: io ho fatto delle piccole modifiche alla ricetta originale, nella nota in fondo alla ricetta troverete gli ingredienti sostituiti. Buon brownie a tutti!



Brownies al doppio cioccolato (dal libro “Biscotti” di Martha Stewart)

Ingredienti (per 9 brownies grandi o 16 piccoli):

90 g di burro
170 g di cioccolato fondente al 70% mg *
25 g di cacao amaro in polvere
100 g di farina
¼ di cucchiaino di baking (lievito per dolci)
¼ di cucchiaino di sale Maldon*
200 g di zucchero
2 uova grandi (120 g circa)
2 cucchiaini di essenza di vaniglia

Procedimento

Preriscaldare il forno a 180°C. Imburrare bene una teglia quadrata da 20 cm di lato, rivestirla con la carta forno lasciandola debordare su due lati (servirà per agevolare la sformatura del dolce) e imburrare anche la superficie della carta.
Sciogliere il burro, il cioccolato precedentemente tritato a coltello e
il cacao in un recipiente a bagnomaria mescolando per amalgamare il composto. Lasciare intiepidire e tenere da parte.
Setacciare farina e lievito insieme, unire il sale e mescolare per amalgamare gli ingredienti. 
Con una frusta (si può usare anche un robot da cucina) sbattere le uova con lo zucchero e l’essenza di vaniglia per 4 minuti fino a farli diventare chiari e spumosi. Aggiungere, sempre sbattendo, la farina e raccogliere il composto che rimane attaccato alle pareti della ciotola amalgamando bene tutto.
Versare il composto nella teglia livellando bene e infornare per 35 minuti circa. Il brownie sarà pronto quando infilzandolo con uno stuzzicadenti questo ne uscirà coperto di briciole ma asciutto. Lasciare raffreddare bene prima di tagliarlo a quadratini.

*NB: la ricetta originale richiede la stessa dose di cioccolato al latte che io ho sostituito con cioccolato fondente e sale grosso da me sostituito con fiocchi di sale Maldon.



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sabato 9 novembre 2019

La semplicità in un dolce: la torta di mele.


A mio avviso, una delle cose più buone che possa uscire dal forno di casa è la torta di mele. Mentre cuoce il profumo che sprigiona sa di un abbraccio caldo e dolce, delle coccole della mamma e di pomeriggi avvolti nel plaid mentre fuori piove e fa freddo. Sfido chiunque a dire che non gli piace la torta di mele! Ognuno di noi ha la sua ricetta del cuore… quella che preparava la mamma, la nonna o fatta con la ricetta segreta della zia Adelina. Anche io ho la mia! Per la verità ne ho un paio con diverse varianti e tutte strabuone. Oggi vi faccio conoscere la più semplice e basica a cui possiate pensare! Che sia per colazione o per merenda ma anche per un dolce dopo pasto rustico vi assicuro che sarà un successo da fare assolutamente il bis. Un consiglio: assaggiatene una fetta tiepida con una piccola pallina di gelato alla vaniglia… io aspetto di conoscere i commenti dei vostri commensali.





Torta di mele

Ingredienti (per 8 persone):

150 g di farina 180W (debole)
50 g di fecola di patate*
150 g di burro
200 g di uova
150 g di zucchero semolato
4 mele Granny Smith
1 bustina di baking (lievito per dolci)
1 limone (solo la scorza grattugiata)

Procedimento

Sgusciare le uova separando i tuorli dagli albumi. Setacciare farina e baking insieme e tenere da parte. Montare a crema il burro, portato a temperatura ambiente, con 100 g di zucchero e la scorza del limone grattugiata, unire i tuorli e le polveri setacciate continuando a montare con la frusta facendo attenzione a non formare grumi. A parte montare gli albumi a lucido con il restante zucchero (50 g) e unirli al composto di tuorli e farina amalgamando delicatamente.

Lavare, sbucciare e tagliare a cubetti tre mele e aggiungerle al composto. Imburrare e infarinare una tortiera da 24 cm, versare l’impasto livellando bene e guarnire con la mela rimasta tagliata a spicchi.

Cuocere in forno statico preriscaldato a 170° C (150° ventilato) per 40 minuti circa*

Lasciare raffreddare completamente e molto bene prima di sformare il dolce.


*NB: la fecola può essere sostituita con la stessa quantità di farina. Tempi e temperature di cottura possono variare in base alla tipologia del forno.


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giovedì 3 ottobre 2019

Biscotti, burro e profumo d'infanzia.


I biscotti sono una delle cose che mi ricorda di più l’infanzia. Quelli che la mamma sfornava erano a forma di ciambelline o piccole treccine e si andava a dormire con il loro profumo che aleggiava per casa. Si, perchè i biscotti non si cucinavano la mattina ma la sera, in modo che appena svegli potessero essere abbastanza freddi da poterli inzuppare nel caffelatte. Per la verità ogni tanto ci toccava l’ovetto sbattuto con il latte caldo, cosa che io non ho mai sopportato e finiva che ogni scusa era buona per saltare la colazione quella mattina. I biscotti però no, quelli si mangiavano anche senza niente altro! Questi non sono i biscotti di mamma (la ricetta me l'ha data il mio maestro pasticcere personale, Nicola Musolino), possono avere forme diverse ma, soprattutto, hanno una piccola percentuale di farina che mamma non conosce. La Tumminia (o Timilia) è un grano antico siciliano molto particolare che si coltiva in poche zone della Sicilia. Ha una grande resistenza alla siccità e ha un ciclo brevissimo… si semina a marzo per raccogliere a giugno. Dalla macinazione (a pietra) dei suoi chicchi si ottiene una farina integrale adatta soprattutto alla produzione di pane e pasta. Io ho voluto provarla in questi biscotti e, credetemi, fa davvero la differenza! Chi avesse difficoltà a trovarla o volesse ometterla può, comunque, integrarla con la dose di farina 180 W. Siete pronti per andare a fare la spesa? Su, riscaldate i forni… io vi aspetto per cominciare ad impastare!



Frollini al burro

Ingredienti (per 1 kg circa):

390 g di farina 180 W
90 g di farina Tumminia
120 g di fecola di patate
400 g di burro 82% mg
200 g di zucchero a velo
80 g di uova
65 g di gocce i cioccolato (facoltativo)

Procedimento

Setacciare insieme le farine e la fecola, unire lo zucchero a velo e mescolare per amalgamare le polveri. Aggiungere il burro portato a temperatura ambiente (non deve essere sciolto ma avere una consistenza “plastica”) e sabbiare. Unire le uova e le gocce di cioccolato. Impastare lavorando il meno possibile l’impasto per non

riscaldarlo troppo, formare un panetto e lasciarlo riposare, avvolto nella pellicola, almeno un’ora in frigorifero (meglio ancora tutta la notte). Dopo il riposo stendere la pasta e formare i biscotti coppando a piacimento. Cuocere in forno ventilato a 170° C per 12 – 13 minuti circa.

Tempi e temperature possono cambiare in base al tipo di forno usato.



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martedì 25 giugno 2019

Piccoli plumcake crescono.


Era da un po’ che non preparavo un dolce per la colazione! In effetti, a parte il gelato di qualche giorno fa, è da un po’ che non preparo dolci in generale da proporvi. A volte le occasioni arrivano quando si guarda in frigo e ci si accorge che ci sarebbe da consumarne parte del contenuto prima che vada a male. Così ho approfittato di due yogurt prossimi alla scadenza e della dispensa carente di biscotti e simili, ho fatto un giro sul gruppo Facebook di Paoletta Sersante, Paoletta di Anice e Cannella (che poi, per chi non lo sapesse è anche il suo bellissimo blog!), e appena ho aperto i file mi è apparso “Plumcakini leggeri allo yogurt” … che avrei dovuto fare se non leggere e mettermi all’opera? Avevo già visto questi dolcetti pubblicati sul gruppo e mi erano piaciuti da subito. La ricetta originale è di Sigrid Vebert de “Il cavoletto di Bruxelles”, io, come al solito, l’ho modificata leggermente secondo i miei gusti e le mie necessità. Facili, veloci e davvero buonissimi per la colazione, aromatizzabili a piacere e in più svuota frigo se è necessario…. Più di così, che si può chiedere ad una ricetta? Su, date un’occhiata in frigorifero, sono sicura che qualche yogurt da consumare lo avete anche voi!





Mini plumcake allo yogurt e limone

Ingredienti:

Per i plumcake
250 g di yogurt bianco al naturale
200 g di farina
50 g di fecola di patate *
120 g di zucchero semolato *
3 uova medie (150 g)
80 g di olio vegetale (girasole, riso…)
Buccia grattugiata di 1 limone grande
Una bustina di baking (lievito per dolci non vanigliato)
Un pizzico di sale

Per lo sciroppo
30 g di zucchero
30 g di acqua
20 g di limoncello*

Procedimento
Mescolare bene le polveri (farina, fecola e lievito), setacciarle due volte e tenere da parte. Montare bene, con le fruste elettriche o in planetaria, le uova con lo zucchero fino a farle diventare chiare e spumose. Unire, sempre montando, lo yogurt, la buccia del limone grattugiata, il sale e l’olio a filo. Amalgamare, poco alla volta, le polveri setacciate facendo attenzione a non formare grumi e riempire con il composto dei pirottini da plumcake (o da muffin) fino a tre quarti. Infornare a 170°C per 30 minuti circa*.
Preparare lo sciroppo portando a bollore per 1-2 minuti gli ingredienti in un pentolino a fondo spesso e tenere da parte.
Appena sfornati i plumcake praticare dei piccoli fori con uno stecchino sulla superficie e spennellare lo sciroppo facendolo assorbire bene.
Lasciare raffreddare i cake su una gratella.

N.B.: La ricetta originale prevede l’amido di frumento al posto della fecola di patate e una dose di zucchero leggermente più alta, 150 g al posto di 120 g. L’aromatizzazione sia del dolce sia dello sciroppo può essere variata secondo gusto e necessità. Per la cottura, tempi e temperature possono variare in base al tipo di forno e alla pezzatura dei dolci.




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martedì 19 marzo 2019

Metti un'arancia a colazione (pane, burro e marmellata).


L’inverno è freddo, buio e umido! Lo so, non è una bella premessa ma è un dato di fatto. Come è un dato di fatto che la frutta di stagione o meglio, i suoi colori, in inverno, non infondono allegria e conforto. Se mele e pere, seppur preziose e buone, sono monotematiche, il discorso però cambia per gli agrumi, nello specifico parliamo di arance! Nelle giornate buie del lungo inverno sono l’unica cosa che mi riporta al sole. Già come forma e colore direi che dà se riportano all’idea della sfera che riscalda il globo, gli spicchi ricordano i raggi del sole… Insomma, per me arance tutta la vita e l’inverno sparisce! Per una metereopatica come la sottoscritta direi che già cosi fanno miracoli! Vogliamo poi parlare delle proprietà che hanno? Ricche di vitamina C, aumentano le difese immunitarie, prevengono i disturbi cardiovascolari e sono degli antiossidanti strepitosi e bla bla bla… cosa si può chiedere di più alla natura? Io, per non sbagliare, le ho messe in barattolo sotto forma di marmellata! Ho usato le arance di Sicilia dell’Azienda Arancia Tale e Quale e le ho trovate fantastiche. Succose e profumatissime, le ho trovate perfette sia per i canditi (la Pasqua si avvicina e le mie pastiere ne hanno bisogno!) come per la confettura che troverete descritta di seguito, ma anche da consumare come spuntino o da farci la spremuta per colazione… e avete mai provato ad usare le arance in cucina, a parte che per i dolci? Va bene, dovrò provvedere e mettere nero su bianco le mie idee! Nel frattempo provate questa, io aspetto di sapere quanto vi piacerà.



Marmellata di arance

Ingredienti:

1 Kg di arance
500 g di zucchero semolato
1 bacca di vaniglia (polpa)
100 g di zest di arancia semicandite*
15 g di pectina
1 cucchiaio di succo di limone

Procedimento

Preparare le arance (da fare il giorno prima)

Pelare le arance a vivo, tagliarle a pezzi, unire metà della dose di zucchero e portare sul fuoco, in una pentola di acciaio con fondo spesso, lasciando bollire a fiamma bassa per 10 minuti circa in modo che si formi un leggero sciroppo. Allontanare dal fuoco, aggiungere la polpa della vaniglia mescolando bene e raffreddare velocemente in acqua e ghiaccio per abbassare la temperatura. Riporre in frigo a riposare per almeno 12 ore.

Per le zest semicandite*

Sbianchire le zest di arancia in acqua fredda lasciandole bollire per 1-2 minuti circa, scolare e ripetere l’operazione 2-3 volte (la sbianchitura serve per eliminare l’amaro delle bucce). Preparare uno sciroppo a 60°Brix (per chi non possiede il refrattometro sono 60 g di zucchero e 40 g di acqua per rendere l’idea), unire le zest sbianchite e ben scolate e lasciar sobbollire per 10-15 minuti circa.

Per la marmellata

Mescolare lo zucchero rimasto con la pectina, portare la pentola sul
fuoco e unirlo alla polpa delle arance insieme alle zest semicandite. Cuocere a fiamma bassa per 3 minuti circa schiumando all’occorrenza, aggiungere 1 cucchiaio di succo di limone e allontanare dal fuoco. Invasare ancora bollenti (90°C) in vasi puliti e sterilizzati e procedere per il sottovuoto (qui le istruzioni).
Conservare in luogo fresco e buio. Una volta aperto il barattolo, la marmellata va conservata in frigorifero e consumata nello spazio di 2-3 giorni, per questo si consiglia di usare barattoli piccoli in modo da poterne consumare il contenuto in breve tempo.



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martedì 27 marzo 2018

I miei mini sandwiches toad in a hole per il Club del 27.


Questo mese, al Club del 27, si parla di uova. Per la precisione trattiamo le ricette di un libro, “The perfect egg” di Teri Lyn Fisher e Jenny Park. Tante ricette belle, facili, veloci e davvero davvero buone. Io ho scelto di fare dei mini sandwiches molto carini e davvero gustosi, adattissimi ad un brunch ma anche ad un bouffet in piedi, magari non troppo formale. Troverete questa e tutte le altre ricette alla pagina del Club e vi consiglio di andare a dare un’occhiata, vedrete che non potrete fare a meno di rifarle tutte.



Mini sandwiches toad in a hole

Ingredienti (per4 persone)

8 fette di prosciutto crudo
8 fette di pane a lievitazione naturale lunga 10 cm e larga 15 cm circa*
½ tazza di burro non salato a temperatura ambiente
8 uova di quaglia*
8 fette di pomodoro (io ho usato un piccolo costoluto) spesso 1/2 cm circa
8 grandi foglie di basilico fresco
Sale e pepe nero macinato fresco

Procedimento

Preriscaldare il forno a 175°C. Disporre le fette di prosciutto in un unico strato su una teglia e cuocerle per 6 minuti circa. Quando diventa croccante metterlo da
parte e alzare la temperatura del forno a 190°C. Utilizzando un coppa pasta rotondo di 8 cm circa di diametro tagliare dei dischi dalle fette di pane (in tutto devono essere 16). Con un coppa pasta da 1 cm e ½ - 3 tagliare un cerchio più piccolo al centro di 8 dei dischi di pane in modo da ottenere delle fette con un buco centrale. Eliminate le parti centrali e imburrate le fette su entrambi i lati. Disporre le 8 fette intere in una padella, scaldata su fiamma alta, e tostarle su ciascun lato, girandole una volta fino ad ottenere una leggera doratura. Trasferire le fette tostate su un piatto da portata o in piatti individuali, distribuirvi sopra una fetta di prosciutto, una di pomodoro e una di basilico e tenere da parte. Tostare, a fiamma bassa, le fette con il foro centrale solo su un lato, capovolgerle e sgusciare in ogni foro un uovo trasferendo la padella in forno fino a cottura delle uova (circa 2 minuti o fino a quando gli albumi diventano bianchi). Trasferire le fette calde sopra quelle farcite, condire con sale e pepe e servire immediatamente.

*Le uova di quaglia possono essere sostituite da uova di gallina adeguando, ovviamente le proporzioni delle fette di pane utilizzandole intere e usando un coppa pasta da 4-5 cm circa per il foro centrale. Non saranno dei mini sandwich ma diventerà un pasto completo e sostanzioso.






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venerdì 12 maggio 2017

Un dolce che sa di paradiso.


Io sono molto fortunata, ho delle amiche (e degli amici) con un cuore grande così! Non si tirano mai indietro e mi coccolano in ogni modo possibile e immaginabile, anche se abitiamo ai poli opposti della terra. La mia amica Laura Villani per esempio… mi è bastato solo dirle che volevo provare a fare una Caprese al limone e mi ha mandato, seduta stante la ricetta che usa sempre lei. E visto che è stata così gentile e generosa, ho approfittato della Giornata Nazionale della Torta Caprese per il Calendario del Cibo Italiano per prepararla.


Ho fatto qualche piccola variazione (io e la mia mania di metterci del personale... perdonami Laura) sulla dose di zucchero temendo che fosse troppo dolce per i gusti della mia famiglia, ho usato direttamente la farina di mandorle e ho aggiunto una piccola dose di fecola, ma che dire…. definirla paradisiaca è riduttivo! È perfetta! Fragrante, profumata … una golosità a cui non si può dire di no. Se poi si pensa alla sua nascita viene da dire “piacerebbe anche a me fare degli errori così in cucina!”. Si, perché come tanti altri capolavori culinari, anche la torta caprese sembrerebbe essere nata negli anni ’20 dalla distrazione di un cuoco, Carmine Fiore di Capri, isola da cui deriva appunto il nome di questa meraviglia. A quanto pare Carmine doveva preparare una torta alle mandorle per tre malavitosi giunti sull’isola per degli “affari” e il cuoco, distrattamente, dimenticò di aggiungere la dose di farina all’impasto. Quando se ne rese conto la torta era già in forno ma con suo grande stupore, a cottura ultimata, venne fuori un dolce di una prelibatezza incredibile.



Croccante fuori e morbida al centro, era così buona che i tre malavitosi gli chiesero la ricetta. La ricetta di base è fatta con mandorle, cioccolato fondente, burro, uova e zucchero, tuttavia esiste anche la versione bianca, l'Anacaprese, che sostituisce al cioccolato fondente il cioccolato bianco e unisce l’aroma di limoni e limoncello rendendola più fresca e adatta alle stagioni più calde. Quest’ultima è proprio quella che vi propongo io, o meglio, ve la propone la mia amica Laura che non ringrazierò mai abbastanza per avermi regalato questo sublime angolo di paradiso. Vi consiglio di mettervi all’opera e provarla, vi accorgerete che fino ad ora non avete mai veramente provato un dolce più buono e delicato di questo. E lo sapete che non vi dò mai consigli sbagliati vero? Seguitemi in cucina e vedrete! Assaggerete un dolce che sa di paradiso.


Torta Anacaprese (Caprese al limone)

Tempo di preparazione: 20 minuti + 50 minuti circa di cottura

Ingredienti (per 2 teglie da 20 cm)

200 g di cioccolato bianco
250 g di farina di mandorle
50 g di fecola di patate
5 uova (250 g)
170 g di zucchero
200 g di burro
La scorza grattugiata di 3 limoni
3 cucchiai di succo di limone
1 bicchierino di limoncello (50 g)


Procedimento

Sciogliere cioccolato e burro a bagnomaria ed emulsionare bene con un leccapentole in modo da ottenere un composto omogeneo e cremoso. Aggiungere farina di mandorle, fecola setacciata, buccia e succo dei limoni, il limoncello ed amalgamare tutto con cura. Separare i tuorli dagli albumi e montarli entrambi ciascuno con metà dose di zucchero, i primi fino a che non diventano bianche e spumosi, i secondi a neve lucida. Amalgamare delicatamente la montata di tuorli alla massa di cioccolato e mandorle e finire unendo gli albumi mescolando dal basso verso l’alto per non smontare la massa. Versare nelle teglie imburrate e infarinate e cuocere in forno statico a 180° per i primi 10 minuti poi a 160° per 35/40 minuti circa. Lasciare raffreddare bene e servire cosparso di zucchero a velo.







NB: tempi e temperature possono variare in base alla tipologia del forno.











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martedì 14 marzo 2017

La curiosità e' donna (sperimentando l'America).

Paese che vai, cucina che trovi... in questo caso pasticceria. E io, curiosa per natura, posso non sperimentare? La pasticceria d’oltre oceano per esempio. La cheesecake quella originale, quella cotta in forno, oppure la chiffon cake, che oramai è stata italianizzata con il nome di fluffosa! C’è da provare tanto ma da grande amante del cioccolato quale sono, potevo non cominciare da una ricetta che del cioccolato ne ha fatto il suo ingrediente principale? Assolutamente no! Per cui ho sperimentato i fudge brownies.  Ora, i brownies credo siano abbastanza conosciuti: piccoli dolcetti a forma di cubo che devono il loro nome appunto al colore marrone del cioccolato, ingrediente principale che li compone insieme a burro, zucchero, farina e vaniglia. I fudge brownies, rispetto ai dolcetti citati sopra, sono più densi e molto più fondenti in bocca.
Cioccolatoso, goloso, succulento, delizioso, delicato…. Assaggiandolo mi vengono in mente mille e mille definizioni ma credo la più azzeccata sia “scioglievolissimevolmente”. Non è l’italiano perfetto lo so…. Non è nemmeno italiano (non voglio nemmeno pensare quanti mi staranno bacchettando in questo momento!), ma è la prima cosa che mi è venuta in mente quando ho addentato un pezzettino di quel piccolo dolcetto scuro e profumatissimo di cioccolato e arancio.
Come dicevo l fudge brownies , dolcetti tipicamente statunitensi ricchi di burro e cioccolato, in genere aromatizzati alla vaniglia ma che si prestano a varie interpretazioni tra cui l’aggiunta di frutta secca. Non vi aspettate la ricetta originale, non lo è ma credetemi, dopo averla provata non la mollerete più tanto è facile ma soprattutto buona. E come dico sempre, se sono i figli ad apprezzare non può essere altro che un successo!!!





Fudge brownies a modo mio

Ingredienti (dose per teglia 30 x 20)

300 gr di cioccolato fondente
150 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
50 gr di zucchero di canna grezzo
350 gr di uova
80 gr di farina 160W tipo 00
Un pizzico di sale
La buccia grattugiata di un arancio

Procedimento


Iniziare con il setacciare la farina in una ciotola e, a parte, sgusciare le uova separando i tuorli dagli albumi. Sciogliere il cioccolato al microonde o a bagnomaria (in questo caso fare molta attenzione che il vapore non tocchi il cioccolato, anche la più piccola goccia di acqua lo può rovinare) e fondere il burro separatamente. Amalgamare bene con una frusta cioccolato e burro, aggiungere i tuorli sbattuti con lo zucchero di canna, la farina, il sale e la buccia grattugiata mescolando per incorporare bene. A parte, montare a neve lucida gli albumi con lo zucchero ed unirli alla massa amalgamandoli con molta delicatezza per non smontali. Versare nella teglia, leggermente imburrata e infarinata (o rivestita di carta forno) e cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 40 minuti circa. Sformare quando è perfettamente freddo, tagliare in piccoli cubi e spolverizzare di zucchero a velo.


martedì 21 febbraio 2017

La dolcezza di una coccola

Che dolci i figli che sono (a volte)! Da piccoli lo sono sempre in realtà, e lo sono anche di più quando se ne escono con la frase:” mamma, facciamo le coccole?” frase tipica che fa sciogliere qualsiasi genitrice in brodo di giuggiole. E le coccole non sono mai le stesse, e non sono uguali per tutti. Poi i figli crescono e a far loro le coccole diventa un po’ più difficile. Per me la coccola più speciale che si può fare a chi si vuole bene è soffice, morbida e dolce. Profuma di mandorle e vaniglia e già, solo a guardarla, ti fa pensare al caldo abbraccio della mamma. Questa è l’esatta sensazione che provo quando preparo questa torta, nata un po’ per caso per la verità ma, vista la rapidità con cui viene “spazzolata”, direi davvero buona… a sentire il figlio maggiore “la torta più buona che abbia mai fatto”! Che sia per la colazione o per la merenda, sarà la coccola più tenera che potrete fare a chi amate.

Torta di zucca e mandorle

Ingredienti (dosi per uno stampo a ciambella da 16/18 cm)

170 gr di zucca cotta in forno e scolata
180 gr di farina 00
70 gr di farina di mandorle
40 gr di mandorle bianche tostate
2 uova medie (120 gr)
140 gr di zucchero
50 ml di olio di semi di girasole
20 ml di latte
1 bustina di lievito
1 cucchiaino di estratto di vaniglia (o la polpa di una bacca di vaniglia)
1 pizzico di sale

Procedimento

Montare con le fruste uova e zucchero fino a che non diventano bianche e spumose. Nel frattempo schiacciare in una ciotola (o frullare) la zucca molto bene in modo da farla diventare una crema, tritare le mandorle, con un coltello o in un cutter, molto grossolanamente in modo da ottenere una granella non troppo fine e setacciare a parte, due volte in una ciotola, la farina con il lievito. Unire alla montata di uova e zucchero la zucca, l’olio, il latte e l’estratto di vaniglia continuando sempre a montare. Aggiungere il sale, le due farine con il lievito e la granella di mandorle in due volte amalgamando bene tutto in modo da non formare grumi. 
Versare l’impasto nello stampo imburrato e infarinato e cuocere in forno statico a 160° per 45 minuti circa.

Lasciare raffreddare bene la torta prima di sformare e servirla cosparsa di zucchero a velo.




lunedì 27 giugno 2016

Per quelli che... la colazione.

Colazione, dicono il pasto più importante della giornata. Da piccola (mi correggo, fino a quando non mi sono sposata) non riuscivo nemmeno a concepire di mangiare la mattina appena sveglia. Quante scuse avrò trovato per non prendere latte e biscotti, quando mamma mi costringeva a sedermi la mattina prima di andare a scuola!!!! Proprio non riuscivo a mandare giù niente anzi, quasi avevo un senso di nausea solo al pensiero, e non perché non mi piacesse il latte, ma quando, soprattutto in inverno, devi concentrarti per aprire gli occhi e alzarti dal letto (sono sempre stata una grande dormigliona!) mangiare non è di sicuro uno dei tuoi pensieri principali. Dicevo, appunto, questo solo fino a quando mi sono sposata. Si sa, vita nuova, qualcuno per cui cucinare (ah l’amour!!!)…. Ma avevo un grande difetto, i biscotti li compravo!!! Si, anche io ho comprato i biscotti confezionati, anzi… se capita li compero anche adesso (non sempre si ha il tempo o la voglia di accendere il forno, vedi 40° all’ombra!!) Poi sono arrivati i figli e quindi….. “mamma, ma in questa casa non ci sono mai biscotti???”… nb.: ne avevo cucinati 5 teglie due giorni prima. Va beh!!!! Allora si biscotta!!! Questi … beh , di questi devo ringraziare Anna Laura, un’amica bravissima in cucina, che mi salva quando scarseggiano le idee. Li avevo già adocchiati sul suo blog, Eatparadeblog, e me ne sono subito innamorata. Veloci, facili, versatili e di una bontà spaziale!!!! Come al mio solito, ho modificato un pizzico il procedimento solo perché per abitudine ormai per me i biscotti in genere sono frolla, e da frolla li ho lavorati anche se non sono i classici biscotti di frolla croccante ma rimangono morbidi dentro. In più, in questa versione, ho omesso lo zucchero in granella. Comunque, credetemi che vale davvero la pena di assaggiarli. Provare per credere.


Biscotti al ginseng

Preparazione: 30 minuti + il riposo in frigorifero (o congelatore)

Ingredienti (per 20 biscotti circa)

200 g di farina 180 W (debole)
50 g di uovo
100 g di burro
50 g di zucchero semolato
½ cucchiaino di baking (lievito per dolci)
2 cucchiaini di ginseng in polvere
1 pizzico di sale
Zucchero in granella

Procedimento

Setacciare la farina con il lievito. Nella planetaria con la foglia, impastare le due polveri con il burro morbido (deve essere plastico, cioè si deve poter piegare senza spezzarsi), fino a rendere tutto simile alla sabbia bagnata. Unire lo zucchero, il sale, il ginseng e l’uovo leggermente sbattuto e impastare ancora in modo da amalgamare il tutto ma senza lavorare troppo (l’impasto dovrà risultare comunque un po’ grezzo ma non dovrà appiccicarsi alle mani). Schiacciare l’impasto su di un foglio di carta forno, chiudere a pacchetto e far riposare in frigo almeno due ore (in ogni caso, come per tutte le frolle, è consigliabile prepararlo il giorno prima). Al momento di utilizzarlo, riprendere l’impasto e lavorarlo un po’ sulla spianatoia in modo da renderlo “plastico”, stenderlo ad uno spessore di ½ cm circa e formare i biscotti nella forma desiderata. Appoggiarli sulla placca rivestita di carta forno cospargendoli di zucchero in granella, metterli in congelatore per 10 minuti circa (in questo modo terranno meglio la forma in cottura) e infornarli (direttamente dopo averli estratti dal congelatore) a 170°C per 15 minuti. Lasciare raffreddare bene su una griglia e conservare in una scatola di latta.


Questi sono esattamente come sono stati concepiti, cioè al ginseng, ma l’aromatizzazione (ho già testato) può variare secondo i gusti personali: caffè, orzo, vaniglia, gocce di cioccolato… insomma, spazio alla fantasia.